La montanara napoletana fritta è un vero e proprio tuffo nella tradizione culinaria partenopea, un piatto antico che racconta storie di famiglie e di riunioni conviviali. Questo disco di impasto, leggermente gonfiato e fritto in olio caldo, si trasforma in una prelibatezza croccante e morbida al tempo stesso, perfettamente condita con pomodoro San Marzano, fior di latte e un profumo inebriante di basilico fresco. Sebbene sia un fritto, la montanara offre una scelta più leggera rispetto ad altre preparazioni, grazie alla sua semplicità e all'uso di ingredienti freschi e genuini. Ideale da gustare come antipasto durante una cena tra amici o come spuntino in una giornata di festa, è un piatto che riesce sempre a conquistare il palato di chiunque. Prepararla è un modo per immergersi nella cultura gastronomica di Napoli e portare a tavola un pezzo di storia e tradizione.
La montanara è la pizza fritta della tradizione napoletana più antica: disco di impasto fritto nell\'olio finché si gonfia come un palloncino dorato, poi condito con salsa di pomodoro San Marzano, fior di latte e basilico. Più leggera di quanto sembri, irresistibile.
Preparate l\'impasto napoletano con farina tipo 00, lievito di birra fresco, acqua, sale e un filo d\'olio. Impastate a lungo e fate lievitare 8-12 ore. Formate dischi piccoli (15 cm). Friggete in olio di semi abbondante a 180°C, tenendo il disco immerso e bagnandolo con l\'olio caldo finché si gonfia e dora (2 minuti). Scolate su carta assorbente. Condite con pomodoro San Marzano a crudo condito, fior di latte strappato, foglie di basilico e un filo d\'olio EVO.
Sciogliete 5 g di lievito di birra fresco in 250 ml di acqua tiepida (non calda: oltre 40 gradi il lievito muore). In una ciotola capiente versate 400 g di farina tipo 00, aggiungete l'acqua con il lievito e iniziate ad amalgamare. Unite un cucchiaino di sale e un filo d'olio EVO solo alla fine, lontano dal lievito: il sale diretto lo inibisce. Lavorate l'impasto per almeno 10 minuti fino a ottenere una palla liscia ed elastica.
Coprite la ciotola con pellicola alimentare o un canovaccio umido e lasciate lievitare a temperatura ambiente per 8-12 ore, oppure tutta la notte. Una lievitazione lenta sviluppa aromi complessi e rende l'impasto più digeribile, perché i lieviti hanno tempo di lavorare gradualmente. L'errore tipico è affrettare i tempi con un caldo eccessivo: l'impasto lievita troppo in fretta e perde struttura, risultando appiccicoso e difficile da stendere.
Trascorsa la lievitazione, rovesciate l'impasto su un piano leggermente infarinato. Dividetelo in porzioni da circa 80-100 g ciascuna e formate delle palline lisce, richiudendo i bordi verso il basso. Copritele con un telo e lasciatele riposare ancora 30 minuti. Questo secondo riposo, detto appretto, rilassa il glutine teso dalla manipolazione, rendendo i dischi molto più facili da stendere senza che si ritirino.
Con le dita o con un matterello stendete ogni pallina in un disco di circa 15 cm di diametro, dallo spessore di 4-5 mm. Non assottigliate troppo il centro: uno spessore uniforme garantisce che il disco si gonfi in modo omogeneo durante la frittura, creando quella caratteristica camera d'aria interna. L'errore comune è stendere a caso, lasciando zone sottili che si bucano nell'olio e non consentono il gonfiamento.
Versate abbondante olio di semi in una padella dai bordi alti e portatelo alla temperatura di 180 gradi, misurandola con un termometro da cucina. La temperatura precisa è fondamentale: a meno di 170 gradi l'impasto assorbe troppo olio diventando pesante; sopra i 190 brucia fuori restando crudo dentro. Se non avete il termometro, immergete un piccolo pezzo di impasto: deve sfrigolare subito e risalire in superficie in pochi secondi.
Immergete un disco alla volta nell'olio caldo. Con un cucchiaio o una pinza, bagnatelo continuamente con l'olio bollente anche sulla parte superiore: questo gesto provoca il vapore interno che fa gonfiare il disco come un palloncino, creando la struttura soffice e alveolata tipica della montanara. Friggete per circa 2 minuti per lato, fino a doratura uniforme. Non sovraffollate la padella: abbassa la temperatura e rovina la frittura.
Scolate ogni montanara su un foglio di carta assorbente e tamponatela delicatamente anche in superficie per eliminare l'olio in eccesso. Questo passaggio, spesso trascurato, fa una differenza sostanziale nel risultato finale: una montanara ben scolata risulta asciutta al tatto, croccante fuori e soffice dentro, non unta. Servite mentre è ancora calda, poiché raffreddandosi la crosta tende ad ammorbidirsi.
Preparate la salsa a crudo: schiacciate i pomodori San Marzano pelati con le mani direttamente in una ciotola, condite con un pizzico di sale e un filo d'olio EVO. Non cuocete la salsa: usata a crudo mantiene la freschezza, l'acidità naturale e le proprietà del pomodoro, bilanciando perfettamente la ricchezza dell'impasto fritto. Strappate il fior di latte con le mani in pezzi irregolari e lasciatelo scolare qualche minuto su carta assorbente per eliminare il siero.
Condite ogni montanara ancora calda con un cucchiaio abbondante di salsa di pomodoro, qualche pezzo di fior di latte strappato e due o tre foglie di basilico fresco. Ultimate con un filo d'olio EVO a crudo. Il calore residuo della pizza scalderà leggermente il fior di latte senza scioglierlo del tutto, mantenendo la sua consistenza cremosa. Servite immediatamente: la montanara è un piatto da consumare al momento, non regge l'attesa.
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