Ho due figli agli antipodi perfetti: uno finisce di mangiare mentre l'altro è ancora fermo al primo boccone, distratto. Per un po' ho cercato disperatamente di sincronizzarli. Poi ho capito che ognuno dei due aveva bisogno di un aiuto completamente diverso.
Chi mangia troppo in fretta
Mangiare di corsa, ingurgitando, significa non masticare a sufficienza, non dare al corpo il tempo di sentire la sazietà, finire con la pancia gonfia e poco gusto percepito. Per rallentare in modo naturale aiuta moltissimo servire porzioni piccole una alla volta invece di riempire il piatto, insegnare a posare la forchetta tra un boccone e l'altro, chiacchierare durante il pasto. Il pasto diventa così più lungo, più sereno e decisamente più sano.
Chi resta un'ora sul piatto
Il bambino lento, al contrario, spesso si distrae con qualsiasi cosa, gioca con il cibo, perde completamente il filo di quello che sta facendo. Qui aiuta togliere ogni possibile distrazione dal tavolo, dare un tempo ragionevole ma non infinito, evitare le porzioni enormi che lo scoraggiano in partenza. Senza però fare del pasto una corsa angosciante contro il cronometro: l'ansia che gli trasmetti lo rallenta ancora di più, in un circolo vizioso.
Niente cronometro, ma una struttura serena
Per entrambi i tipi, una cornice tranquilla, regolare e prevedibile aiuta enormemente: pasti agli stessi orari ogni giorno, seduti composti a tavola, senza schermi accesi a distrarre. La regolarità delle abitudini fa molto più di qualsiasi sgridata sul ritmo sbagliato. Il pasto ha un inizio e una fine sereni e definiti, non è una gara da vincere.
- Per i veloci: porzioni piccole, una pietanza alla volta
- Per i lenti: meno distrazioni, porzioni contenute
- Chiacchierare a tavola rallenta naturalmente chi corre
- Orari regolari aiutano entrambi i ritmi opposti
Non esiste un ritmo giusto uguale per tutti i bambini. C'è il ritmo personale di tuo figlio, che va accompagnato con dolcezza e pazienza, non corretto con la forza. A tavola la calma vince sempre sulla fretta.


