Volevo a tutti i costi dei figli educati e impeccabili a tavola, e così per un periodo correggevo ossessivamente ogni loro gesto: "stai seduto dritto", "non con le mani", "chiudi la bocca quando mastichi". Il risultato? Cene tesissime e bambini nervosi e bloccati. Ho dovuto rivedere completamente il metodo.
L'esempio silenzioso prima delle prediche
I bambini imparano davvero le buone maniere soprattutto guardando e imitando gli adulti, molto più che ascoltando i nostri continui rimproveri verbali. Se a tavola tutti noi mangiamo con calma, ringraziamo, usiamo correttamente le posate, loro assorbono naturalmente e senza sforzo questi gesti, per pura imitazione. L'esempio dato è il maestro più efficace e silenzioso che esista, infinitamente più potente delle parole.
Una sola correzione alla volta
Sommergere e bombardare un bambino di richieste e correzioni multiple a ogni singolo pasto lo blocca, lo confonde e lo demoralizza. Molto meglio concentrarsi pazientemente su una cosa sola per volta: questo mese impariamo insieme a stare seduti composti, poi il mese prossimo passeremo a usare bene la forchetta. La gradualità funziona e dà frutti, l'assedio continuo e nervoso no di certo.
Le buone maniere crescono insieme all'età
Non si può assolutamente pretendere da un bambino di tre anni l'etichetta perfetta e composta di un adulto, sarebbe assurdo e ingiusto. Le buone maniere si costruiscono lentamente nel tempo, adattando sempre con realismo le proprie aspettative all'età reale del bambino. Pazienza e costanza tranquilla valgono molto più della severità rigida. Un pasto sereno e disteso insegna molto di più di uno teso e conflittuale.
- Dai sempre l'esempio: i bambini copiano i tuoi gesti
- Correggi una cosa sola alla volta, senza assediare
- Adatta sempre le aspettative all'età reale del bambino
- Mantieni il pasto sereno, non una lezione continua
Le buone maniere a tavola non si imparano certo in una sola cena nervosa, ma in mille cene serene e rilassate. La nostra fretta ansiosa di avere subito figli perfetti rovina proprio quel clima disteso da cui le buone maniere nascono naturalmente.


