Quando ho visto mio figlio buttare via mezzo panino appena addentato senza pensarci un secondo, gettarlo nel cestino con leggerezza, ho capito improvvisamente una cosa: lo spreco è una cosa che si impara per imitazione. E che, proprio per questo, si può anche disimparare con l'esempio.
Servire poco per non dover buttare
Il primo passo concreto contro lo spreco quotidiano è non riempire mai troppo i piatti in partenza. È molto meglio servire porzioni piccole e offrire serenamente il bis se serve, piuttosto che mettere nel piatto montagne di cibo che inevitabilmente finiranno per metà nella spazzatura. Insegnare ai bambini a chiedere ancora quando hanno fame, invece di lasciare avanzi, è già di per sé una grande e preziosa lezione di vita.
Gli avanzi non sono affatto spazzatura
Mostrare attivamente ai bambini che il pane raffermo di ieri diventa pangrattato profumato o bruschetta croccante, che la pasta avanzata si trasforma in una frittata dorata, che la verdura cotta in più finisce in una minestra, insegna concretamente il valore prezioso del cibo. Il riutilizzo creativo degli avanzi è un gioco intelligente che li coinvolge e li responsabilizza, mostrando che nulla va sprecato.
Capire da dove arriva davvero il cibo
Un bambino che sa, nel profondo, quanto lavoro e quanta fatica ci sono dietro una semplice mela, magari perché ha provato lui stesso a coltivare qualcosa in vaso, rispetta naturalmente molto di più il cibo che ha nel piatto. Raccontare con semplicità la fatica di chi produce il nostro cibo, senza però fare prediche moralistiche e pesanti, aiuta tantissimo a non sprecare con leggerezza e indifferenza.
- Servi porzioni piccole e offri sempre il bis
- Trasforma gli avanzi in nuovi piatti gustosi insieme
- Spiega da dove arriva il cibo e quanto lavoro costa
- Dai sempre l'esempio: non sprecare tu per primo
Non sprecare il cibo non è soltanto una questione di risparmio economico in famiglia. È prima di tutto rispetto, per chi quel cibo lo produce con fatica e per chi non ne ha abbastanza. È una di quelle cose che si insegnano coi gesti quotidiani, non con le parole.


