Per mesi il portapranzo di mia figlia tornava a casa praticamente intatto, e io mi arrabbiavo pensando che facesse i capricci. Il problema non era il cibo: era il modo in cui lo avevo pensato. È bastato ribaltare completamente l'approccio.
Pensare a colori, non a portate
Un lunchbox monocromatico, tutto beige di pane e formaggio, è triste e poco invitante anche per un adulto. Quando ho cominciato a riempirlo di colori diversi, un po' di verde di un cetriolo, un po' di rosso di un pomodorino, un po' di giallo di una carota, è iniziato magicamente a tornare vuoto. L'occhio del bambino vuole la sua parte, eccome se la vuole. Mangia prima con gli occhi e poi con la bocca, esattamente come noi.
Cibi che reggono fino a mezzogiorno
Non tutto sopravvive a una mattina chiuso nello zaino accanto ai libri. Funzionano benissimo i panini con ripieni asciutti, le polpette mangiate fredde, i muffin salati, le verdure tagliate a bastoncino, la frutta resistente come la mela e l'uva. Evita tutto ciò che si scioglie, si ossida o diventa molle e sgradevole. Un piccolo accumulatore di freddo nello zaino aiuta moltissimo nei mesi caldi, quando il rischio è che arrivi tutto tiepido.
Porzioni a misura di bambino, non di adulto
Spesso, presi dall'ansia che mangi poco, riempiamo troppo il contenitore. Ma un bambino con poco tempo per mangiare, distratto dai compagni che giocano e dalla voglia di uscire in cortile, finisce inevitabilmente poco. Meglio quantità piccole e varie che un panino gigante che intimidisce solo a guardarlo. E qualcosa che sappia mangiare in fretta, perché il tempo della mensa è breve.
- Un carboidrato: pane, pasta fredda, focaccia
- Una proteina: formaggio, uovo sodo, polpette, prosciutto
- Verdura facile da mangiare con le mani
- Frutta già lavata e, se serve, sbucciata e tagliata
Il portapranzo migliore non è quello più sano sulla carta o più instagrammabile. È quello che tuo figlio apre, guarda con piacere e mangia volentieri lontano da te. Punta dritto a quello.


