Antiossidante è diventata una parola da marketing: la trovi su pillole, creme, bevande colorate. Ma quando guardi le prove serie, una cosa è chiara: gli antiossidanti fanno bene quando arrivano dal cibo intero, molto meno quando li isoli in una pillola.
Cosa fanno, in parole semplici
Il nostro corpo produce naturalmente molecole instabili, i radicali liberi, come effetto del vivere e respirare. In eccesso possono danneggiare le cellule. Gli antiossidanti aiutano a tenerli a bada. Fin qui la teoria. Il punto è dove trovarli.
Perché le pillole deludono
Quando si è provato a concentrare singoli antiossidanti in integratori ad alte dosi, i risultati sono stati spesso deludenti, a volte controproducenti. Nel cibo questi composti lavorano insieme, in equilibrio, accompagnati da fibre e altre sostanze. Isolarli rompe quell'equilibrio.
Dove stanno davvero
- I frutti di bosco: mirtilli, more, lamponi, ribes.
- La verdura colorata: più colori diversi, più varietà di composti.
- L'olio extravergine d'oliva e la frutta secca.
- Il tè verde, il cacao amaro, le erbe e le spezie.
La regola è il colore
Non serve conoscere il nome di ogni molecola. Serve un piatto colorato e vario: il rosso del pomodoro, il viola del cavolo, il verde degli spinaci, l'arancione della carota. Ogni colore porta antiossidanti diversi, e insieme coprono il bisogno.
Risparmia i soldi degli integratori antiossidanti e spendili in frutta e verdura di buona qualità. Il barattolo promette molto e mantiene poco; il piatto colorato mantiene in silenzio.


