Mettere il pane in frigo sembra logico: tiene fresche le altre cose, perché non il pane? Invece è l'errore più comune. Il frigo è proprio la temperatura a cui il pane raffermisce più in fretta.
Perché il frigo è un disastro
Il pane diventa raffermo per un processo chiamato retrogradazione dell'amido, che avviene più velocemente a temperature di frigorifero, intorno ai 4 gradi. Risultato: il pane in frigo è gommoso e stantio in un giorno, mentre fuori reggerebbe di più.
Dove tenerlo per pochi giorni
A temperatura ambiente, in un sacchetto di carta o in un portapane, con il lato tagliato verso il basso o coperto. La carta lascia respirare la crosta; la plastica la ammorbidisce e fa muffa prima.
- Pane a cassetta e in plastica: dura di più ma perde la crosta croccante.
- Filone artigianale: meglio carta, e consumalo in due o tre giorni.
- La parte tagliata in giù sul tagliere rallenta la perdita di umidità.
Il freezer è il vero amico
Se non lo finisci in due giorni, congelalo. Taglialo a fette, mettile in un sacchetto e nel freezer: prendi solo le fette che ti servono. Tostandole direttamente da congelate tornano quasi come appena fatte.
Rinfrescare il pane raffermo
Un pane raffermo ma non ammuffito si recupera: bagna la crosta con un velo d'acqua e scaldalo in forno a 180 gradi per qualche minuto. Torna croccante fuori e morbido dentro, come rinato.
Il pane vuole o l'aria di casa o il gelo del freezer, mai la via di mezzo del frigo. Ricordalo e butterai via molto meno pane.


