Il tagliere è l'attrezzo più usato e meno curato della cucina. Ci tagliamo sopra il pollo crudo, poi l'insalata, poi il pane, sempre lo stesso, sempre quello. È esattamente così che si finisce con il mal di pancia.
Legno o plastica: il vero verdetto
Il legno ha una capacità naturale di intrappolare e disidratare i batteri, che muoiono nelle fibre invece di proliferare in superficie. La plastica si lava in lavastoviglie, ma una volta piena di tagli profondi diventa un nido. Tienili entrambi: legno per pane, verdure e formaggi, plastica per carne e pesce crudi.
La regola dei taglieri separati
Non serve un set da dieci. Serve dividere il crudo che andrà cotto dal crudo che mangerai così com'è.
- Uno per carne e pesce crudi, lavato subito dopo l'uso.
- Uno per frutta, verdura e pane, le cose che finiscono nel piatto senza cottura.
- Mai affettare il pomodoro dove hai appena tagliato il petto di pollo.
Pulirlo davvero
Acqua calda e sapone, sempre. Sul legno, ogni tanto, mezzo limone e sale grosso strofinati a mano tolgono odori e macchie. Niente ammollo lungo: il legno si imbarca. Asciuga in piedi, non disteso, così respira da entrambi i lati.
Quando buttarlo
Quando i solchi dei tagli sono così profondi che ci passi l'unghia e non si puliscono più, è finito. Un tagliere scavato è una spugna di batteri, e nessun lavaggio lo salva.
Un tagliere costa poco e dura anni se lo asciughi in piedi e gli dai un filo d'olio ogni tanto. Costa la salute se lo usi per tutto e non lo guardi mai.


