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Le date di scadenza: due frasi diverse, due mondi

"Da consumarsi entro" e "preferibilmente entro" non sono la stessa cosa. Confonderle ti fa buttare cibo ancora buono.

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Ambra Salvatore 25 novembre 2025 · 5 min di lettura
Le date di scadenza: due frasi diverse, due mondi

Buttiamo montagne di cibo per colpa di un malinteso: crediamo che ogni data scritta sull'etichetta sia un limite oltre il quale il prodotto fa male. Non è così, e la differenza è tutta in due frasi.

"Da consumarsi entro": questa è seria

Questa dicitura indica una scadenza vera, legata alla sicurezza. La trovi su prodotti deperibili: carne, pesce, latticini freschi. Oltre quella data c'è un rischio reale, meglio non superarla. Qui la prudenza ha senso.

"Preferibilmente entro": un consiglio, non un divieto

Questa indica solo il momento fino al quale il prodotto è al meglio. Dopo, può perdere un po' di fragranza o consistenza, ma resta sicuro a lungo. Pasta, riso, scatolame, biscotti, cioccolato: spesso ottimi mesi dopo la data. Buttarli appena scaduti è uno spreco puro.

  • "da consumarsi entro": rispettala, è sicurezza
  • "preferibilmente entro": usa naso e occhi, di solito è ancora buono
  • scatolame e prodotti secchi durano a lungo oltre la data indicativa
  • controlla, annusa, assaggia prima di buttare per principio

I tuoi sensi sono buoni giudici

Per i prodotti con "preferibilmente entro", fidati di vista, olfatto e gusto. Uno yogurt scaduto da pochi giorni ma chiuso bene e dall'odore normale è quasi sempre buono. Buttare senza guardare è il vero spreco.

Come conservare per arrivare alla data

Molto cibo scade prima del tempo solo perché conservato male. Una corretta gestione del frigo e della dispensa fa sì che i prodotti arrivino davvero fino alla loro data senza guastarsi prima. Tieni il frigo alla temperatura giusta, chiudi bene le confezioni aperte, metti davanti ciò che scade prima. La data sull'etichetta presuppone una conservazione corretta: se lasci il latte nella porta del frigo o il prosciutto aperto all'aria, va a male molto prima, e non è colpa del produttore.

I sensi prima del calendario

Per i prodotti con scadenza indicativa, impara a fidarti di vista, olfatto e tatto invece che solo della data stampata. Uno yogurt gonfio o dall'odore acre va buttato anche se la data è lontana; uno normale e ben chiuso è quasi sempre buono anche qualche giorno dopo. Lo stesso vale per molti formaggi, salumi e prodotti da forno. Buttare per principio, senza guardare, è uno spreco; usare i sensi con buon senso è il modo più antico e affidabile di valutare il cibo.

Una data non è un interruttore. Impara a distinguere la scadenza vera dal semplice consiglio, e il bidone si svuota.
— Ambra
Ambra Salvatore
Scritto da

Ambra Salvatore

Wellness entrepreneur, autrice e fondatrice di Daily Healthy Table. Specializzata in nutrizione, wellness e lifestyle medicine presso la Harvard Medical School, racconta una cucina sana fatta di scelte consapevoli, ricette quotidiane e abitudini che durano nel tempo.