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Grassi sull'etichetta: saturi, insaturi e "di cui" spiegati

La voce grassi nella tabella nutrizionale ha una riga "di cui saturi" che spiega quasi tutto. Ecco come leggerla senza farsi prendere dal panico.

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Ambra Salvatore 10 agosto 2025 · 5 min di lettura
Grassi sull'etichetta: saturi, insaturi e "di cui" spiegati

La parola "grassi" spaventa molte persone, ma da sola dice poco. Per anni ci hanno raccontato che il grasso fosse il nemico numero uno, e oggi sappiamo che le cose sono più sfumate. La riga che conta davvero non è quella dei grassi totali, ma quella subito sotto: "di cui acidi grassi saturi". È lì che vale la pena posare lo sguardo. Per anni la parola grasso ha fatto scattare un rifiuto automatico, e questo ci ha portato a scartare cibi ottimi e a fidarci di prodotti light pieni di zucchero.

Totali e saturi: due cose diverse

I grassi totali comprendono tutto: quelli buoni dell'olio d'oliva e quelli da limitare. La riga "di cui saturi" isola la parte su cui le linee guida ci dicono di andarci piano. Un olio extravergine ha tanti grassi totali ma pochi saturi, ed è un grasso prezioso. Guardare solo il numero grande, senza scendere alla riga dei saturi, porta a giudizi sbagliati.

Non tutti i grassi sono uguali

Insaturi, monoinsaturi, polinsaturi, omega-3: sono i grassi che fanno bene al cuore e al cervello. Vederli alti in un prodotto a base di olio buono, frutta secca o pesce non è affatto un problema, anzi. Frutta secca e avocado hanno numeri di grasso importanti ed è giusto così.

L'unica voce da evitare

Tra gli ingredienti, "grassi parzialmente idrogenati" è l'unica dicitura che vale davvero la pena evitare quando puoi: sono i grassi trans, quelli più discussi per la salute del cuore. Per fortuna sono ormai rari, ma non del tutto spariti. Se la leggi, posa il prodotto.

I tropicali ricchi di saturi

Olio di cocco e olio di palma sono ricchi di grassi saturi, come il burro. Non sono veleni, ma rientrano tra i grassi da non esagerare. Trovarli spesso significa anche che il prodotto è piuttosto lavorato.

  • Guarda i "di cui saturi", non solo i grassi totali.
  • Olio d'oliva, frutta secca, pesce: grassi alti ma buoni.
  • Evita "parzialmente idrogenati" tra gli ingredienti.
  • Olio di cocco e di palma sono ricchi di saturi.
  • Un numero alto di grassi non è sempre un male.
I grassi non sono il nemico: serve solo capire di quali grassi stiamo parlando, e la riga dei saturi te lo dice in due secondi.
— Ambra
Ambra Salvatore
Scritto da

Ambra Salvatore

Wellness entrepreneur, autrice e fondatrice di Daily Healthy Table. Specializzata in nutrizione, wellness e lifestyle medicine presso la Harvard Medical School, racconta una cucina sana fatta di scelte consapevoli, ricette quotidiane e abitudini che durano nel tempo.