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Labels & Ingredients

I 10 additivi più comuni da evitare (e come riconoscerli)

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Ambra Salvatore 15 maggio 2026 · 7 min di lettura
I 10 additivi più comuni da evitare (e come riconoscerli)

Sigle, codici, lettera E seguita da numeri: l'etichetta sembra fatta apposta per scoraggiarti. Non lo è. Conoscere 10 additivi ti permette di scegliere bene il 90% delle volte.

Cosa sono i numeri E

Gli additivi autorizzati nell'Unione Europea sono identificati con la lettera E + un numero. Non tutti sono dannosi: alcuni sono perfettamente sicuri (E330 = acido citrico, naturale). Altri sono controversi o decisamente sconsigliati. Vediamo i 10 da imparare a memoria.

I 4 conservanti da limitare

E249, E250 (nitrito di sodio)

Negli affettati industriali (prosciutto cotto, mortadella, würstel). In cottura ad alta temperatura formano nitrosammine, classificate come probabili cancerogeni. Limita gli affettati lavorati a 1-2 volte a settimana.

E282 (propionato di calcio)

Pane in cassetta, prodotti da forno industriali. Allunga la conservazione contro le muffe. Sospettato di irritabilità nei bambini, ricerca in corso.

I 3 dolcificanti controversi

E951 (aspartame)

Bevande "zero", caramelle, gomme da masticare. L'IARC nel 2023 lo ha classificato come "possibile cancerogeno". Le dosi consentite restano alte ma molti scelgono di evitarlo per precauzione.

E954 (saccarina) e E955 (sucralosio)

Stessi prodotti dell'aspartame. Alterano il microbiota intestinale e abituano il palato al super-dolce, aumentando il craving per zuccheri.

I 2 grassi industriali

Olio di palma raffinato

Non ha un codice E (è un olio), ma è il "cattivo" più diffuso: in biscotti, creme spalmabili, snack salati, brioche industriali. Alto in grassi saturi, problematico per l'ambiente. Riconoscibile come "olio di palma", "grassi vegetali" (spesso = palma).

E471 (mono e digliceridi degli acidi grassi)

Emulsionante presente ovunque: pane, dolci, gelati. Spesso prodotto da olio di palma. Sospettato di alterare il microbiota intestinale (studi recenti su modelli animali).

Il colorante da evitare

E150d (caramello solfito-ammoniacale)

Nelle bevande tipo cola, in alcuni sughi pronti. Contiene 4-MEI, classificato come "possibile cancerogeno" dall'IARC. Esistono altri caramelli (E150a, E150b, E150c) meno problematici.

Le 7 regole pratiche

  1. Se l'etichetta ha più di 5 ingredienti, prendi una pausa.
  2. Le sigle E nei dolci e nelle bevande sono il segnale più allarmante.
  3. "Aromi naturali" non significa niente: possono essere prodotti in laboratorio da fonti vegetali.
  4. Più la lista è in ordine alfabetico, peggio è (vuol dire che tutto è in piccole quantità).
  5. I prodotti "per bambini" hanno spesso più additivi degli altri.
  6. "Sano", "leggero", "fitness", "bio": non garantiscono nulla. Solo l'etichetta è la verità.
  7. App come Yuka o OpenFoodFacts danno un punteggio rapido al prodotto.

Quali additivi sono OK

Per la cronaca: E300 (vitamina C), E306 (vitamina E), E330 (acido citrico), E322 (lecitina), E407 (carragenina) sono perfettamente sicuri. Non tutta la lettera E è da temere, ma serve discernimento.

Evitare gli additivi non è ossessione. È curiosità. La stessa che ti farebbe leggere la composizione di una crema viso prima di comprarla. Il cibo merita lo stesso rispetto.
— Ambra
Ambra Salvatore
Scritto da

Ambra Salvatore

Wellness entrepreneur, autrice e fondatrice di Daily Healthy Table. Specializzata in nutrizione, wellness e lifestyle medicine presso la Harvard Medical School, racconta una cucina sana fatta di scelte consapevoli, ricette quotidiane e abitudini che durano nel tempo.