Spendiamo energie a scegliere cosa mangiare e quasi nessuna a pensare a come lo mangiamo. Eppure la velocità con cui mandi giù un pasto incide su quanto mangi, su come digerisci e perfino su quanto ti senti sazio. E rallentare non costa nulla.
Il cervello arriva dopo
Servono circa venti minuti perché il segnale di sazietà arrivi dallo stomaco al cervello. Se finisci il pasto in otto minuti, ti accorgi di essere pieno solo dopo aver già esagerato. Chi mangia lentamente, a parità di fame, mangia meno e si sente meglio.
La digestione comincia in bocca
Masticare bene non è un dettaglio: è la prima fase della digestione. Bocconi grandi e veloci arrivano nello stomaco mezzi interi e lo affaticano. Masticare di più alleggerisce tutto il lavoro che viene dopo.
Gesti concreti per rallentare
- Posa la forchetta tra un boccone e l'altro: sembra niente, cambia il ritmo.
- Mastica qualche volta in più prima di deglutire.
- Bevi un sorso d'acqua tra un boccone e l'altro.
- Siediti davvero, non mangiare in piedi o camminando.
Spegni lo schermo, almeno una volta
Mangiare davanti al telefono o alla TV ti fa perdere il conto di cosa e quanto mangi. Anche un solo pasto al giorno consumato guardando il piatto, e non uno schermo, fa una differenza che si sente.
Non esiste dieta che batta questa abitudine gratuita: sederti, masticare, prenderti il tempo. Il modo più antico di mangiare è anche uno dei più sani, e l'abbiamo quasi dimenticato.


