C'è una curiosità che fa sempre sorridere quando la racconto: per legge la "marmellata" è soltanto quella di agrumi. Tutto il resto, fragole, albicocche, frutti di bosco, pesche, è tecnicamente "confettura". Ma al di là del nome buffo, ciò che conta davvero quando scegli un vasetto è cosa c'è dentro, e quello lo dice l'etichetta. Al di là della curiosità linguistica, sono i due numeri della frutta e dello zucchero a dirti se quel vasetto vale davvero la pena.
La percentuale di frutta
Il dato più importante è quanti grammi di frutta sono stati usati per ogni cento grammi di prodotto. Lo trovi indicato in etichetta. Più quella percentuale è alta, più stai comprando un prodotto fatto di frutta e meno di zucchero. È il primo numero da confrontare tra un vasetto e l'altro. Al di là del nome curioso, contano solo i due numeri che vedremo tra poco.
Gli zuccheri
Tradizionalmente la confettura è ricca di zucchero, che oltre a dolcificare serve anche a conservarla a lungo. Le versioni "con meno zuccheri" usano più frutta o gelificanti per compensare, ma è sempre la tabella nutrizionale a dare la risposta vera sulla quantità di zucchero totale.
Extra e composta
Due parole utili da riconoscere. "Confettura extra" indica per legge una maggiore quantità di frutta rispetto alla confettura normale. "Composta" non è un termine così regolato, ma di solito segnala un prodotto con meno zucchero e più frutta. Sono indizi pratici scritti proprio sul vasetto.
Niente sensi di colpa
Un velo di confettura su una fetta di pane la mattina non è un peccato. Si tratta solo di scegliere, a parità di gusto, quella con più frutta e meno zucchero, leggendo i due numeri che contano davvero. Confrontare due vasetti su frutta e zucchero è molto più utile che farsi guidare dal nome stampato sul davanti.
- "Marmellata" per legge è solo di agrumi.
- Controlla i grammi di frutta per 100 grammi.
- Più frutta significa, in genere, meno zucchero.
- "Extra" indica più frutta per legge.
- "Composta" spesso significa meno zucchero.
Dietro al nome del vasetto c'è una regola buffa, ma la cosa che conta resta una: quanta frutta vera e quanto zucchero ci hanno messo.


