"Da dove viene questo prodotto?" è una domanda più che legittima, soprattutto per chi vuole sostenere il territorio o capire cosa porta in tavola. Il problema è che l'etichetta non sempre risponde in modo chiaro. Le regole sull'origine sono un mosaico: per certi alimenti l'obbligo c'è, per altri proprio no. Capire cosa l'etichetta è tenuta a dirti, e cosa invece può tacere, aiuta a non illudersi di sapere più di quanto effettivamente sai.
Dove l'origine è obbligatoria
Per alcuni prodotti la legge impone di indicare la provenienza, ed è una buona notizia. Carni fresche, frutta e verdura, uova, miele e olio extravergine d'oliva devono dichiarare l'origine. Per questi alimenti, leggendo l'etichetta, puoi sapere con discreta precisione da dove arrivano. Capire cosa l'etichetta deve dire, e cosa può tacere, evita molte illusioni.
Dove resta vaga
Per moltissimi prodotti trasformati, invece, l'origine delle materie prime non è obbligatoria. Spesso trovi la dicitura "prodotto in Italia", che però indica soltanto dove l'alimento è stato lavorato o confezionato, non dove sono nate o cresciute le materie prime. È una differenza enorme che genera tantissimi equivoci. Quella parola sulla confezione rassicura, ma racconta solo dove è avvenuta la lavorazione.
Lo stabilimento di produzione
Anche l'indicazione della sede dello stabilimento confonde molti: dice dove il prodotto è stato fatto, non da dove provengono gli ingredienti. Un biscotto fatto in Italia può essere pieno di ingredienti arrivati da mezzo mondo. È bene non confondere le due cose.
Cosa puoi fare
Per chi tiene all'origine, conviene cercare diciture chiare di provenienza singola e tracciata, e privilegiare le categorie dove l'obbligo esiste. Sul resto, purtroppo, l'etichetta lascia spesso una domanda aperta che non sempre trova risposta. Sapere cosa l'etichetta tace è importante quanto sapere cosa dichiara, per non illudersi di conoscere la provenienza di tutto.
- Carni, ortofrutta, uova, miele, olio: origine obbligatoria.
- Molti prodotti trasformati non la dichiarano.
- "Prodotto in Italia" significa lavorato, non coltivato qui.
- Lo stabilimento indica dove, non con cosa.
- Cerca diciture chiare di origine singola.
Prodotto in Italia scalda il cuore ma dice meno di quanto sembri: l'origine vera delle materie prime spesso resta una domanda aperta.


