Da giovani ci si preoccupa di non eccedere con le proteine. Ma c'è una fase della vita in cui il discorso si capovolge: dopo una certa età, mangiarne abbastanza diventa una delle cose più importanti per restare forti e autonomi.
Il corpo che invecchia trattiene meno
Con gli anni l'organismo utilizza le proteine in modo meno efficiente, e tende a perdere massa muscolare. Questo significa che il fabbisogno, paradossalmente, non cala: a volte serve fare più attenzione di prima a coprirlo bene.
Perché i muscoli contano da anziani
La massa muscolare non è solo estetica: è la base dell'autonomia. Muscoli forti significano meno cadute, più capacità di alzarsi, di portare la spesa, di vivere da soli. Perderli accelera la fragilità. Mantenerli, insieme al movimento, la rallenta.
Quante e quali
- Distribuiscile nei pasti: meglio un po' a ogni pasto che tutto a cena.
- Varia le fonti: legumi, pesce, uova, latticini, carne con misura.
- Non dimenticare la colazione: spesso è il pasto più povero di proteine.
Proteine e movimento, insieme
Le proteine da sole non bastano: per mantenere il muscolo servono anche stimoli, cioè movimento che metta sotto sforzo i muscoli. È la coppia proteine più esercizio a fare la differenza. Una senza l'altra rende molto meno.
Senza esagerare nell'altro senso
Mangiare abbastanza non vuol dire riempirsi di carne o frullati proteici. Significa coprire bene il fabbisogno con cibo vero, dando spazio anche alle fonti vegetali. Per chi ha problemi renali o altre condizioni, il discorso va sempre tarato col medico.
Da giovani le proteine si controllano, da anziani si difendono. Cambiare prospettiva al momento giusto è una delle attenzioni che pesano di più sulla qualità degli ultimi decenni.


