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Food Culture

Storia del caffè: dalle capre etiopi al rito di mezzo mondo

Una leggenda dice che lo scoprì un pastore etiope guardando le sue capre. Dal mondo arabo all'Europa, storia della bevanda che ha cambiato le nostre giornate.

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Ambra Salvatore 31 dicembre 2025 · 7 min di lettura
Storia del caffè: dalle capre etiopi al rito di mezzo mondo

Una leggenda racconta che il caffè lo scoprì Kaldi, un pastore etiope, notando che le sue capre diventavano vivaci dopo aver mangiato certe bacche rosse. Vera o no, l'origine del caffè è proprio lì, sugli altipiani d'Etiopia.

Dalla bacca alla bevanda

Furono i mistici sufi dello Yemen, attorno al XV secolo, a tostare i chicchi e a usarne l'infuso per restare svegli durante le preghiere notturne. Da lì il caffè si diffuse in tutto il mondo islamico. Il porto di Mokha, in Yemen, divenne così famoso da dare il nome a un tipo di caffè ancora oggi.

Le case del caffè

Nel Cinquecento le prime qahveh khaneh, le case del caffè, spuntarono a Istanbul, alla Mecca, al Cairo. Erano luoghi di conversazione, musica, scacchi e idee. Tanto vivaci che più volte i governanti tentarono di chiuderle, temendo che vi nascessero complotti. Il caffè è sempre stato una bevanda di pensiero.

L'arrivo in Europa

Attraverso Venezia, grande porto di scambio con l'Oriente, il caffè entrò in Europa nel primo Seicento. Si racconta che alcuni volessero proibirlo come "bevanda del diavolo", ma che Papa Clemente VIII, assaggiandolo, lo trovò così buono da benedirlo. A Venezia nel 1720 aprì il Caffè Florian, ancora oggi in attività sotto i portici di Piazza San Marco. Da bevanda esotica e costosa, riservata a pochi, il caffè divenne in pochi decenni l'abitudine quotidiana di milioni di persone, fino a entrare nelle case più umili.

  • Etiopia: la patria selvatica della pianta.
  • Yemen, XV secolo: la prima tostatura e il porto di Mokha.
  • Istanbul, '500: le prime case del caffè come luoghi di idee.
  • Venezia, 1720: apre il Florian, ancora vivo.

Il caffè dei Lumi

Nel Settecento i caffè europei diventarono le fucine dell'Illuminismo: a Parigi, Londra, Milano si discuteva di filosofia e politica davanti a una tazza. Il giornale "Il Caffè", fondato a Milano nel 1764 dai fratelli Verri, prese il nome proprio da quei locali. La bevanda che teneva svegli aiutò a tenere sveglie le menti. Non sorprende che molti caffè storici siano diventati simboli delle loro città: il Florian a Venezia, il Greco a Roma, il San Carlo a Torino, frequentati da scrittori, artisti e rivoluzionari. Lì si leggevano i giornali, si firmavano accordi, nascevano amori e congiure. Il bancone di un caffè è stato, per due secoli, una delle piazze più vive d'Europa.

Il caffè non è solo una scossa al mattino: è uno dei grandi motori invisibili della storia, la bevanda attorno a cui per secoli si sono incontrate le idee.
— Ambra
Ambra Salvatore
Scritto da

Ambra Salvatore

Wellness entrepreneur, autrice e fondatrice di Daily Healthy Table. Specializzata in nutrizione, wellness e lifestyle medicine presso la Harvard Medical School, racconta una cucina sana fatta di scelte consapevoli, ricette quotidiane e abitudini che durano nel tempo.