Il cioccolato che spezziamo dalla tavoletta non assomiglia per niente a quello delle sue origini. Per gli aztechi il cacao era una bevanda amara, speziata e schiumosa, e i suoi semi erano talmente preziosi da essere usati come moneta.
Il cibo degli dèi
Maya e aztechi coltivavano il cacao da secoli. Lo macinavano e lo bevevano mescolato ad acqua, peperoncino, mais e spezie: una bevanda densa e amara riservata a sacerdoti, nobili e guerrieri. L'imperatore Montezuma, secondo le cronache, ne beveva quantità impressionanti. Il nome scientifico della pianta, Theobroma cacao, significa proprio "cibo degli dèi".
L'arrivo in Europa
Furono gli spagnoli, nel Cinquecento, a portare il cacao in Europa dopo la conquista del Messico. Qui successe la grande trasformazione: si tolse il peperoncino e si aggiunse lo zucchero. Da bevanda amara e sacra, il cioccolato divenne una delizia dolce, di moda nelle corti, costosa e raffinata, servita calda in tazze preziose.
La rivoluzione industriale
Per secoli il cioccolato fu solo bevanda. La tavoletta solida che conosciamo nacque nell'Ottocento, grazie a una serie di invenzioni: la pressa che separava il burro di cacao, l'aggiunta del latte da parte degli svizzeri, il conchaggio che lo rendeva liscio. Solo allora il cioccolato divenne un cibo da mordere, e da prodotto di lusso si trasformò in piacere di massa.
- Cacao-moneta: tra gli aztechi i semi compravano beni e servizi.
- Cioccolata calda: la prima forma europea, dolcificata.
- 1800: nasce la tavoletta solida grazie all'industria.
- Modica: in Sicilia si lavora ancora a freddo, come gli aztechi.
Il lato amaro della storia
Non si può raccontare il cioccolato senza la sua ombra. La sua diffusione si legò allo zucchero delle piantagioni coloniali e, ancora oggi, gran parte del cacao mondiale viene da regioni dove i coltivatori guadagnano pochissimo. Dietro la dolcezza c'è una storia di lavoro spesso ingiusto, che vale la pena conoscere.
Tornare all'origine
Oggi c'è chi riscopre il cioccolato fondente, poco zuccherato, vicino a com'era in origine. Assaggiare un cacao puro e amaro è quasi un viaggio indietro nel tempo, fino alle corti del Messico, prima che lo zucchero ne cambiasse per sempre il carattere. È nato anche un movimento, il bean to bar, di piccoli artigiani che seguono il cacao dalla fava alla tavoletta, rivendicando trasparenza e qualità. Dopo cinque secoli di trasformazioni, il cioccolato sembra voler tornare un po' alle sue radici: meno zucchero, più rispetto per la materia prima e per chi la coltiva.
Il cioccolato è la storia di una trasformazione: da bevanda amara e sacra a dolcezza di tutti i giorni. Pochi cibi hanno cambiato così tanto pelle restando sempre desiderati.


