Per gran parte della storia umana è esistito un solo dolce: il miele. Prima che lo zucchero arrivasse e diventasse comune, il miele era cibo, medicina, offerta agli dèi e perfino conservante. La sua storia è lunga quanto quella dell'uomo.
Più antico della civiltà
In una grotta in Spagna c'è una pittura rupestre di circa ottomila anni fa che mostra una figura intenta a raccogliere il miele da un alveare selvatico, arrampicata su una parete. La raccolta del miele precede l'agricoltura: l'uomo cercava la dolcezza degli alveari molto prima di imparare a coltivare i campi e, più tardi, ad allevare lui stesso le api nelle arnie.
Sacro in ogni cultura
Quasi ogni civiltà antica considerò il miele un dono divino. Gli egizi lo offrivano agli dèi e lo usavano per imbalsamare; per i greci era il cibo dell'Olimpo; nella Bibbia la terra promessa "scorre latte e miele". La sua dolcezza rara e la sua capacità di non deteriorarsi lo rendevano qualcosa di quasi magico agli occhi degli antichi.
Medicina e conservante
- Sulle ferite: usato fin dall'antichità per le sue proprietà.
- Imbalsamazione: gli egizi lo usavano per i corpi e gli alimenti.
- Idromele: la bevanda fermentata di miele, antichissima.
- Non scade: trovato ancora commestibile in tombe millenarie.
L'arrivo dello zucchero
Quando lo zucchero di canna si diffuse in Europa, prima come lusso medievale e poi come prodotto di massa, il miele perse il suo primato. Da unico dolcificante divenne uno tra i tanti, anzi più costoso e raro. Eppure non scomparve mai: il suo sapore complesso, diverso a seconda dei fiori, non poteva essere imitato dallo zucchero neutro.
Il sapore di un paesaggio
Come il vino e il formaggio, il miele racconta un territorio. Quello di acacia è delicato, quello di castagno amaro, quello di corbezzolo quasi medicinale, quello di tiglio profumatissimo. In ogni vasetto c'è la mappa dei fiori su cui le api hanno volato, una stagione precisa, un angolo di campagna. Assaggiare un miele significa, in fondo, assaggiare un luogo. Per questo gli apicoltori parlano di "millefiori" o di mieli monoflorali con la stessa cura con cui un vignaiolo parla dei suoi vigneti: ogni raccolto è diverso dall'altro, irripetibile, legato a un'annata e a una fioritura che non torneranno mai identiche.
Il miele è il primo dolce che l'uomo abbia conosciuto, e forse il più poetico: lo fanno per noi creature minuscole, raccogliendo il profumo di milioni di fiori in un solo cucchiaio.


