Oggi è impossibile immaginare la cucina thailandese, indiana o coreana senza il peperoncino. Eppure, fino a poco più di cinque secoli fa, in tutta l'Asia non ne esisteva neppure uno: il peperoncino è americano, e la sua conquista del mondo è stata fulminea.
Il dono delle Americhe
Il peperoncino fu addomesticato in America centrale e meridionale migliaia di anni fa. Quando Colombo arrivò nel 1492 cercava il pepe nero, la spezia preziosa d'Oriente; trovò invece questo frutto che bruciava in modo simile, e lo chiamò "pepe" per assonanza. Da quell'equivoco nasce il nome che ancora usiamo in molte lingue.
Una diffusione rapidissima
A differenza di altre piante americane, accolte con sospetto, il peperoncino si diffuse in pochi decenni in tutto il mondo. Era facile da coltivare, si seccava bene, costava poco. Portoghesi e spagnoli lo portarono in Africa, India, Cina, Sud-est asiatico, dove fu adottato con entusiasmo, diventando in fretta parte integrante delle cucine locali.
Il "pepe dei poveri"
- Economico: dava calore e sapore senza il costo del pepe nero.
- Facile: cresceva ovunque, anche in un vaso sul balcone.
- Conservabile: seccato, durava tutto l'anno.
- L'anima del Sud Italia: cuore della cucina calabrese e lucana.
Perché ci piace il bruciore
C'è qualcosa di curioso nel nostro amore per il peperoncino: la sua sostanza piccante, la capsaicina, in realtà provoca dolore. Il corpo reagisce rilasciando endorfine, e quella sensazione di "bruciore piacevole" crea quasi una piccola dipendenza. È uno dei rari casi in cui cerchiamo volontariamente una sensazione dolorosa, perché ci fa stare bene.
Una mappa di varietà
Dal dolce al fuoco puro, esistono migliaia di varietà di peperoncino, ognuna legata a un luogo. Il jalapeño messicano, il peperoncino calabrese, il piccantissimo habanero, le paste di peperoncino coreane. Ogni cultura ha scelto il suo livello di piccante e lo ha intrecciato con la propria identità a tavola. Esiste perfino una scala, quella di Scoville, per misurare quanto brucia un peperoncino, e c'è chi fa gare per coltivare le varietà più estreme del pianeta. In Calabria, dove il peperoncino è quasi una religione, gli si dedicano sagre, collane portafortuna e perfino festival interi.
Il peperoncino racconta come il mondo sia cambiato in fretta dopo il 1492. In cinque secoli, un frutto sconosciuto è diventato indispensabile per metà dell'umanità.


