È l'unico minerale che mangiamo, e per millenni è stato uno dei beni più preziosi al mondo. Per il sale sono nate strade, città e tasse; per il sale si sono combattute guerre. Senza, l'uomo semplicemente non poteva sopravvivere.
Perché valeva tanto
Prima dei frigoriferi, il sale era l'unico modo per conservare a lungo carne e pesce. Salare significava poter accumulare cibo per l'inverno, per i viaggi, per le carestie. Senza sale, niente prosciutti, niente baccalà, niente formaggi stagionati. Era, letteralmente, una questione di vita o di morte, e per questo aveva un valore enorme.
Le strade del sale
Intere vie commerciali nacquero per trasportarlo. La Via Salaria romana collegava le saline di Roma all'Adriatico, e si dice che i soldati venissero in parte pagati in sale: da qui la parola "salario". In Africa il sale del Sahara si scambiava perfino con l'oro, peso per peso, lungo carovaniere lunghissime.
Città nate dal sale
- Venezia: la sua prima ricchezza venne dal monopolio del sale.
- Salisburgo: il suo nome significa "città del sale".
- Cervia e le saline: antichi centri salinieri dell'Adriatico.
- Le miniere di Hallstatt: sfruttate fin dalla preistoria.
Il sale e il potere
Proprio perché indispensabile, il sale fu uno strumento di potere. I governi lo tassavano pesantemente: la gabella sul sale era odiatissima, e in Francia l'imposta detta gabelle contribuì al malcontento che portò alla Rivoluzione. Persino Gandhi, nel 1930, scelse proprio il monopolio britannico del sale come simbolo della lotta per l'indipendenza indiana, con la celebre Marcia del Sale.
Da prezioso a banale
Oggi il sale costa pochissimo e lo diamo per scontato, al punto da consumarne spesso troppo. Ma vale la pena ricordare che dietro quel gesto banale di salare la pasta c'è una delle storie più lunghe e drammatiche dell'umanità. Il sale grosso integrale, marino o di miniera, conserva ancora qualcosa di quel fascino antico. Esistono sali pregiati, come il fleur de sel raccolto a mano sulla superficie delle saline o il sale rosa dell'Himalaya, che hanno riportato un po' di nobiltà a un alimento un tempo regale. E c'è ancora chi, lungo le coste, raccoglie il sale come si faceva secoli fa, lasciando che il sole e il vento facciano il loro lavoro lentissimo, in saline che sono anche oasi per fenicotteri e uccelli migratori.
Il sale è la prova che le cose più comuni nascondono le storie più grandi. Un pizzico che oggi non pesa nulla, per millenni ha pesato quanto l'oro.


