Pochi alimenti hanno cambiato la storia come la patata. Arrivata dalle Ande, dapprima disprezzata, poi adorata come salvezza dalla fame, infine al centro di una delle carestie più tragiche d'Europa. Il suo viaggio è un romanzo.
Il dono delle Ande
La patata fu addomesticata sulle Ande migliaia di anni fa dalle popolazioni andine, che ne svilupparono centinaia di varietà adatte all'alta quota. Per gli Inca era un alimento fondamentale, che imparavano a conservare essiccandolo al gelo e al sole. Quando gli spagnoli arrivarono nel Cinquecento, la portarono in Europa quasi per curiosità, senza immaginare quanto avrebbe cambiato il continente.
Due secoli di diffidenza
In Europa la patata fu a lungo guardata con sospetto. Cresceva sottoterra, apparteneva alle solanacee come piante velenose, non era citata nella Bibbia: bastava a renderla inquietante. Per molto tempo si coltivò solo come foraggio per gli animali o come pianta ornamentale, mentre la gente, paradossalmente, continuava a soffrire la fame con quella risorsa proprio sotto i piedi.
La salvezza dalla fame
- Cresce ovunque: anche su terreni poveri e in climi freddi.
- Rende moltissimo: più calorie per ettaro di quasi ogni cereale.
- Si conserva: nei magazzini dura tutto l'inverno.
- Nutre: ricca di amido e vitamine, un alimento quasi completo.
La grande carestia irlandese
Proprio il successo della patata creò un pericolo. L'Irlanda dell'Ottocento dipendeva quasi interamente da essa. Quando, tra il 1845 e il 1849, una malattia del tubero distrusse i raccolti, scoppiò una carestia spaventosa: morì circa un milione di persone e altrettante emigrarono, soprattutto in America. L'Irlanda non recuperò mai più quella popolazione perduta.
Una lezione sulla monocoltura
La tragedia irlandese insegnò una verità ancora attuale: dipendere da un solo alimento è pericoloso. La biodiversità non è solo una bella parola, ma una difesa contro le carestie. In Irlanda si coltivava per giunta quasi un'unica varietà di patata, identica in ogni campo, e questo rese il contagio della malattia rapido e il disastro totale. Oggi la patata sfama miliardi di persone, ma quella storia resta un monito sulla fragilità di un sistema basato su un'unica coltura. Non a caso, proprio sulle Ande, esiste oggi una banca che custodisce migliaia di varietà di patata, per non perdere quel patrimonio genetico costruito in millenni dai contadini andini.
La patata ha salvato l'Europa dalla fame e poi, in Irlanda, l'ha riportata in modo tragico. Nessun alimento racconta meglio quanto siamo legati, nel bene e nel male, a ciò che coltiviamo.


