Molto prima che esistesse la parola probiotico, l'uomo fermentava il cibo. Yogurt, kefir, crauti, kimchi: tecniche antiche nate per conservare, che si sono rivelate preziose anche per l'intestino. Ma non tutti i fermentati che trovi al supermercato sono uguali.
Cosa fa la fermentazione
Nella fermentazione, microrganismi benefici trasformano il cibo, rendendolo più digeribile e arricchendolo di batteri vivi. Questi batteri, arrivando nell'intestino, danno una mano al microbiota, l'ecosistema da cui dipende buona parte del nostro benessere.
I più semplici da inserire
- Yogurt bianco con fermenti vivi, non quello zuccherato.
- Kefir, più ricco di varietà di microrganismi.
- Crauti veri, quelli non pastorizzati nel banco frigo.
- Kimchi per chi ama i sapori decisi.
L'inganno dello yogurt alla frutta
Lo yogurt è un ottimo alleato, ma le versioni alla frutta sono spesso piccole bombe di zucchero. Meglio comprarlo bianco e naturale e aggiungere tu la frutta vera, un po' di frutta secca, magari un cucchiaino di miele. Controlli tu cosa entra.
Attenzione ai falsi fermentati
Molti crauti e sottaceti del supermercato sono pastorizzati o fatti con aceto: buoni ma senza batteri vivi. I fermentati che fanno bene al microbiota sono quelli veri, spesso nel banco frigo, non quelli sterilizzati sullo scaffale.
Poco e spesso
Per i fermentati vale la costanza più della quantità: meglio una piccola porzione ogni giorno che una grande ogni tanto. Inseriti con regolarità, contribuiscono in silenzio alla diversità dei batteri buoni.
I fermentati sono un ponte tra la cucina dei nostri nonni e ciò che oggi scopriamo sull'intestino. A volte il futuro del benessere ha il sapore antico di un vasetto di yogurt fatto in casa.


