Quanto cibo finisce ogni giorno nella spazzatura solo perché la data stampata sull'etichetta è passata di un giorno o due? Tantissimo, e quasi sempre del tutto inutilmente. Imparare a fidarsi un po' di più dei propri sensi, prima di buttare automaticamente, è un'abitudine che fa bene sia al portafoglio sia all'ambiente.
Da consumarsi entro non vuol dire veleno il giorno dopo
Su moltissimi prodotti c'è scritto da consumarsi preferibilmente entro: è un consiglio sulla qualità ottimale, non una scadenza di sicurezza. Lo yogurt, la pasta, i biscotti, gran parte delle conserve restano perfettamente buoni e sicuri anche per giorni dopo quella data indicativa. Buttarli al primo giorno utile è uno spreco puro, dettato solo dalla paura.
I sensi sanno valutare
Il naso, gli occhi e il gusto sono strumenti affidabili e sofisticati, ce li ha dati l'evoluzione apposta. Se annusi con attenzione, guardi bene e assaggi un pochino, capisci quasi sempre se una cosa è ancora buona oppure no. Lo yogurt che profuma ancora di yogurt e non di acido pungente è buono. La verdura un po' molle ma sana si usa tranquillamente cotta in una zuppa.
- Impara a distinguere la scadenza vera (da consumarsi entro) dal semplice consiglio (preferibilmente entro).
- Prima di buttare qualsiasi cosa, fermati e annusa: la maggior parte delle cose andate a male si sentono subito.
- Guarda bene muffe, colori strani, consistenze sbagliate: quelle sì, vanno buttate senza pietà.
- Nel dubbio su carne, pesce e uova invece, sii più prudente: lì la cautela è giusta e doverosa.
Un'eccezione importante
Attenzione, su carne, pesce, uova e prodotti freschi deperibili la prudenza è assolutamente doverosa: lì la data conta davvero e i sensi a volte possono ingannare, perché certi batteri non danno odore. Questa abitudine del fidarsi dei sensi vale soprattutto per i prodotti più stabili e conservabili, dove lo spreco è solo questione di paura ingiustificata.
Meno spreco, più rispetto
Ogni cosa buttata senza un vero motivo è cibo che è stato prodotto, trasportato, pagato e poi gettato per niente. Fidarsi dei propri sensi, sempre con buon senso e prudenza dove serve, è un piccolo ma concreto gesto di rispetto verso il cibo e verso tutto il lavoro che c'è dietro ogni prodotto.
Prima di buttare qualcosa nel cestino, fermati ad annusare e a guardare. La data è un consiglio, non una sentenza: i tuoi sensi, con buon senso, valutano meglio di un'etichetta.


