Per anni ho avuto un cassetto di contenitori con i tappi che non chiudevano. Da quando ho fatto ordine e comprato pochi pezzi giusti, il meal prep è diventato semplice. I contenitori non sono un dettaglio: sono lo strumento principale.
Il vetro vince quasi sempre
Il vetro non si macchia col sugo, non trattiene gli odori, va in forno e in microonde, e vedi cosa c'è dentro senza aprire. Pesa di più, è vero, ma per il frigo di casa è imbattibile. La plastica buona la tengo solo per il freezer e per la borsa dell'ufficio.
Poche misure, ma le giuste
Non servono trenta contenitori: servono tre misure. Piccoli per condimenti e salse, medi per le porzioni singole di pranzo, grandi per le basi tipo cereali e verdure. Se sono impilabili e con lo stesso tipo di tappo, il frigo resta in ordine.
Gli scomparti tengono tutto al suo posto
Per i pranzi da ufficio uso contenitori a scomparti: l'insalata da una parte, il condimento dall'altra, così niente si ammoscia. È la differenza tra un pranzo che a mezzogiorno è ancora croccante e uno che è diventato una poltiglia.
- 4-6 contenitori medi in vetro per le porzioni di pranzo.
- 2-3 grandi per cereali, verdure, sughi.
- Barattoli piccoli per salse e vinaigrette.
- Plastica leggera solo per freezer e trasporto.
I tappi: il punto debole
Il tappo che non chiude bene rovina tutto. Compro set in cui i tappi sono intercambiabili e li conto: se ho otto basi devo avere otto tappi sani. Quelli rotti li butto subito, perché un tappo storto è un pasto rovesciato in borsa.
Investire in pochi contenitori buoni si ripaga in una settimana. Sono lo strumento che trasforma il cucinare tanto in mangiare bene per giorni.


