Il nemico numero uno del freezer non è il freddo: è la memoria. Quel sacchetto grigio che era sicuramente ragù, o forse minestrone, o forse di tre mesi fa. L'etichetta risolve tutto, e costa dieci secondi.
Cosa scrivere, davvero
Due cose: cosa c'è dentro e quando l'hai preparato. La data di preparazione, non quella di scadenza, perché così sai quanti giorni sono passati e decidi tu. Se ti va, aggiungi le porzioni: "ragù x2" ti dice subito se basta per la cena di stasera.
Il sistema più semplice che esista
Nastro di carta da pittore e un pennarello indelebile, tenuti vicino al frigo. Il nastro si stacca senza lasciare residui, si scrive bene e si vede da lontano. Niente etichette costose, niente app: un rotolo e una penna bastano per anni.
Ruotare: il vecchio davanti
Quando metto via la roba nuova, la spingo dietro e porto avanti quella vecchia. È il trucco dei supermercati e funziona anche nel mio freezer: uso prima ciò che scade prima e non dimentico niente in fondo.
- Contenuto + data su ogni contenitore, sempre.
- Nastro di carta e pennarello a portata di mano.
- Vecchio davanti, nuovo dietro: rotazione automatica.
- Porzioni indicate per sapere a colpo d'occhio quanto basta.
Un'etichetta è il messaggio che lasci a te stesso del futuro. Quel te di tra un mese ti ringrazierà, affamato e di fretta, per quei dieci secondi.


