Il latte di avena è il più economico da fare in casa, ma ha una trappola: se sbagli diventa una poltiglia gelatinosa. Ho imparato come evitarlo.
Perché diventa colla
L'avena rilascia amido. Se la frulli a lungo o con acqua calda, quell'amido si gonfia e il latte diventa viscido. La regola è una sola: acqua fredda, anzi ghiacciata, e frullata corta.
Le dosi giuste
Metto 80 g di fiocchi d'avena con un litro di acqua molto fredda nel frullatore. Frullo solo 30-40 secondi, non di più. Poi filtro subito con un panno fitto senza strizzare troppo, perché spremere fa uscire altro amido.
Il tocco finale
Aggiungo un pizzico di sale e, se mi va, un cucchiaino di olio di semi neutro che lo rende più rotondo per il caffè. Niente zucchero: l'avena è già dolce di suo. Si conserva in frigo 4 giorni.
Filtrare con il panno giusto
Il filtro fa la differenza tra un latte liscio e uno granuloso. Un sacchetto da latte vegetale è l'ideale, ma va benissimo anche un canovaccio di cotone a trama fitta o una garza doppia. Verso piano e lascio scolare quasi da solo, strizzando solo alla fine e con delicatezza, perché spremere a fondo è proprio ciò che fa uscire l'amido che rende viscido.
Le varianti più buone
Una volta presa la base, mi diverto: un cucchiaino di cacao per una versione al cioccolato, una stecca di cannella lasciata in infusione, una bacca di vaniglia. La polpa che resta nel panno non si butta, la unisco a un porridge o a un impasto di biscotti. È un latte umile, ma è quello che costa meno di tutti e si fa in cinque minuti netti. Una volta presa la mano, ne preparo una bottiglia ogni due o tre giorni senza pensarci. Il bello è che lo personalizzi come vuoi, dal gusto neutro a quello più dolce e profumato.
- Non scaldare mai l'avena prima di frullarla.
- Se vuoi schiumarlo per il cappuccino, una punta di olio aiuta.
- Filtra due volte se lo vuoi davvero liscio.
A volte la differenza tra un disastro e un buon risultato è solo la temperatura dell'acqua.


