Il pranzo portato da casa ha una pessima fama, ma solo perché spesso è fatto male. Con due o tre regole, il lunchbox diventa un pasto che aspetti, non che subisci. E in un anno ti fa risparmiare quanto una vacanza.
Il condimento sempre a parte
L'errore numero uno è condire l'insalata la sera prima: a mezzogiorno è appassita. Metto la vinaigrette in un barattolino e condisco solo al momento. Stesso discorso per il pesto sulla pasta fredda: a parte, si mescola in ufficio.
Scegli basi che reggono
Non tutto sopravvive una notte in frigo e mezza giornata in borsa. Cereali, legumi, verdure arrosto, pollo, uova sode reggono benissimo. Insalata a foglia e pomodori tagliati molto meno. Costruisco il pranzo su ciò che dura, non su ciò che si affloscia.
Il pranzo senza microonde
In ufficio non sempre c'è il microonde, o c'è la fila. Per questo punto sui piatti freddi che sono buoni così: ciotole di cereali, insalate di legumi, frittate a fette, wrap. Se devo scaldare, scelgo cose che non diventano gommose, come zuppe e stufati.
- Ciotola tipo: base di farro, verdure arrosto, ceci, feta, condimento a parte.
- Senza forno: frittata a fette con insalata di legumi.
- Croccante garantito: verdure crude in un sacchetto a parte.
- Borsa termica se la mattina è lunga o fa caldo.
Preparo la sera, non l'alba
Riempio il lunchbox la sera mentre sparecchio, non la mattina di corsa. Spesso è la porzione in più della cena di ieri, messa da parte prima ancora di sedermi a tavola. Il pranzo migliore è quello già pronto quando suona la sveglia.
Un buon lunchbox non è un sacrificio: è un piccolo lusso quotidiano che ti sei preparato da solo, e che a mezzogiorno ti fa sentire organizzato.


