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Natural Kitchen

Il pane senza impasto: la pentola di ghisa fa il lavoro

Farina, acqua, sale e un pizzico di lievito. Lo lasci riposare una notte e la mattina cuoci in pentola. Niente macchina, niente fatica, crosta vera.

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Ambra Salvatore 29 marzo 2026 · 6 min di lettura
Il pane senza impasto: la pentola di ghisa fa il lavoro

Per anni ho creduto che il pane fosse roba da panettieri con le braccia grosse. Poi ho scoperto che basta lasciar lavorare il tempo al posto mio.

I quattro ingredienti che bastano

Servono 400 g di farina (io uso metà 0 e metà integrale), 320 g di acqua a temperatura ambiente, 8 g di sale e appena 2 g di lievito di birra secco. Niente di più. Mescolo tutto con un cucchiaio finché non vedo più farina asciutta: viene un impasto appiccicoso e brutto, ed è giusto così.

La notte fa la differenza

Copro la ciotola e la dimentico per 12-18 ore a temperatura ambiente. Il giorno dopo l'impasto è gonfio, pieno di bolle e profuma già di acido buono. Lo rovescio sul piano infarinato, lo piego un paio di volte su se stesso e gli do una forma a palla senza schiacciarlo.

La pentola diventa un forno dentro il forno

Scaldo il forno a 240 gradi con dentro una pentola di ghisa col coperchio. Quando è rovente ci calo dentro il pane, copro e cuocio 30 minuti. Poi tolgo il coperchio e vado avanti altri 15 minuti perché prenda colore. La pentola chiusa trattiene il vapore e crea quella crosta che a casa sembrava impossibile.

Le farine cambiano tutto

La farina decide il carattere del pane. Una 0 dà mollica chiara e leggera, l'integrale o la semintegrale danno gusto, colore e più fibra ma assorbono più acqua, quindi a volte alzo l'idratazione di una decina di grammi. Le farine di grani antichi, macinate a pietra, profumano di più ma lievitano più lente: con loro allungo i tempi e non mi spavento se la maglia sembra meno gonfia.

Conservarlo bene

Un pane fatto così, senza conservanti, dura tre o quattro giorni avvolto in un canovaccio di cotone, mai nella plastica che lo fa sudare e ammuffire. Quando comincia a indurire non lo butto: a fette tostato regge una bruschetta, a dadini diventa crostini, frullato fa il pangrattato. Una pagnotta intera dura quasi una settimana se la tieni tagliata dalla parte del taglio appoggiata su un tagliere.

  • Pesa gli ingredienti, non andare a occhio: il pane perdona poco sulle proporzioni acqua-farina.
  • Se hai fretta usa più lievito (5-6 g) e fai lievitare 3-4 ore al caldo.
  • Lascia raffreddare almeno un'ora prima di tagliarlo, altrimenti la mollica resta gommosa.
Il pane buono non chiede mani esperte. Chiede solo che tu abbia la pazienza di aspettarlo.
— Ambra
Ambra Salvatore
Scritto da

Ambra Salvatore

Wellness entrepreneur, autrice e fondatrice di Daily Healthy Table. Specializzata in nutrizione, wellness e lifestyle medicine presso la Harvard Medical School, racconta una cucina sana fatta di scelte consapevoli, ricette quotidiane e abitudini che durano nel tempo.