Queste polpette nascono dal nulla: pane vecchio e una ricotta che andava finita. Eppure sono tra le cose più buone che cucino.
L'impasto degli avanzi
Ammollo 150 g di pane raffermo nel latte finché si ammorbidisce, poi lo strizzo bene. Lo metto in una ciotola con 200 g di ricotta, un uovo, una manciata abbondante di parmigiano grattugiato, prezzemolo tritato, sale, pepe e una grattata di noce moscata. Impasto con le mani fino a un composto morbido ma lavorabile.
Formare e cuocere
Se l'impasto è troppo molle aggiungo un po' di pangrattato finché tiene la forma. Formo delle palline, le passo nel pangrattato e le cuocio: in forno a 200 gradi per venti minuti, oppure dorate in padella con poco olio. Vengono morbide dentro e leggermente croccanti fuori.
Come servirle
Si mangiano così, con un filo d'olio, o tuffate qualche minuto nel sugo di pomodoro come polpette vere. Sono leggere, economiche, e nessuno indovina che sono nate da pane vecchio e una ricotta da finire.
Le varianti
L'impasto base di pane e ricotta accoglie mille aggiunte. Spinaci lessati e strizzati le fanno verdi e delicate; tonno sgocciolato le rende un secondo di pesce; verdure avanzate frullate ci trovano una seconda vita. È una ricetta-contenitore, perfetta per riciclare quel poco di tutto che resta in frigo e che da solo non basterebbe a un piatto.
Sugo o asciutte
Si possono servire in due modi. Asciutte, dorate al forno o in padella, con un filo d'olio: leggere e adatte come finger food. Oppure tuffate qualche minuto nel sugo di pomodoro, che le ammorbidisce e le insaporisce come vere polpette di carne. In entrambi i casi, nessuno indovina che alla base c'è del pane raffermo. Economiche e morbide, dimostrano quanto si può fare con quel poco che resta in frigo. Al forno o nel sugo, sono la prova che dagli avanzi nascono i piatti più sinceri.
- Strizza bene il pane ammollato o l'impasto resta troppo molle.
- Aggiusta con pangrattato fino a quando le palline tengono la forma.
- Ottime al forno per una versione più leggera della frittura.
I piatti più amati della nostra cucina sono quasi tutti nati così: dalla necessità di non buttare via niente.


