Il porridge è la colazione più economica e saziante che conosca. E si fa nel tempo in cui scaldi il caffè.
La proporzione giusta
Per una porzione metto 40 g di fiocchi d'avena con 200 ml di liquido: latte, latte vegetale o anche solo acqua. Il rapporto è circa uno a cinque. Più liquido lo vuoi cremoso, meno lo vuoi sodo.
Il pizzico che nessuno si aspetta
Aggiungo sempre un pizzico di sale. Sembra strano in una colazione dolce, ma il sale tira fuori il sapore dell'avena e la fa percepire più ricca, esattamente come fa nei dolci. Senza, il porridge sa di poco.
La cottura cremosa
Porto a sobbollire piano e mescolo per 4-5 minuti, finché l'avena si gonfia e rilascia il suo amido rendendo tutto cremoso. Tolgo dal fuoco e lo lascio riposare un minuto: si addensa ancora. Lo completo con banana schiacciata, frutta fresca, frutta secca: la dolcezza arriva da lì.
Le varianti dolci e salate
Il porridge non è solo dolce. La versione salata, con avena cotta in brodo, un uovo in camicia e verdure, è una cena confortante che pochi conoscono. Sul versante dolce, cambio le guarnizioni con le stagioni: mela e cannella in autunno, frutti di bosco d'estate, banana e cacao sempre. Stessa base, mille colazioni diverse.
La versione fredda da preparare la sera
Nelle mattine di corsa preparo l'avena la sera: la lascio ammollare in frigo nel latte vegetale con un po' di frutta, e al mattino è pronta, cremosa e fredda, senza accendere niente. È l'"overnight", comodo d'estate. Stessa avena, stessa proporzione, ma il tempo lavora per me nella notte. Economica, calda e saziante, è la colazione che mi accompagna nelle mattine più fredde. Cambiando la frutta sopra non ti stanchi mai, e ogni mattina sembra una colazione nuova.
- Il pizzico di sale è la differenza tra un porridge buono e uno insipido.
- Mescola spesso, l'amido che si libera è ciò che lo rende cremoso.
- Per i grumi croccanti aggiungi frutta secca e semi a fine cottura.
Una ciotola calda e una proporzione facile da ricordare: certe colazioni non hanno bisogno di niente di comprato.


