Andavo al supermercato tre volte a settimana e ogni volta uscivo con qualcosa che non mi serviva. Da quando faccio una spesa sola, la domenica, spendo meno e butto molto meno. Il segreto è tutto nella preparazione.
La lista nasce dal menù
Prima decido le sette cene, poi scrivo cosa serve. Senza menù la lista è un elenco di desideri; col menù è un elenco di necessità. È la differenza tra tornare con tre buste giuste e con cinque buste a metà inutili.
Organizzo la lista per reparti
Scrivo la lista nell'ordine in cui attraverso il supermercato: prima frutta e verdura, poi banco frigo, poi scatolame, surgelati per ultimi. Non torno indietro tra le corsie, non dimentico nulla e ci metto la metà del tempo.
Le scorte che non finiscono mai
In dispensa tengo sempre una base fissa che ricarico quando scende: pasta, riso, legumi secchi e in scatola, pelati, tonno, olio. Sono la rete di sicurezza per le sere in cui il piano salta. Controllo questa base prima di uscire, così la riempio solo quando serve.
- Mai andare a stomaco vuoto. Affamati si compra il doppio e male.
- Una lista per reparti, scritta nell'ordine del tuo supermercato.
- Frutta e verdura mista: alcune cose durano (cipolle, carote), altre vanno usate subito (insalata, zucchine).
- Una busta termica per surgelati e freschi se la strada di casa è lunga.
Il giro infrasettimanale è ammesso (ma corto)
A metà settimana mi serve solo il fresco: pane, latte, magari un'insalata. È un giro di cinque minuti, non una spesa. La spesa vera, quella grande e pesante, resta una sola.
Una spesa fatta bene la domenica è mezz'ora di calma per tutta la settimana. Tre spese fatte di corsa sono tre piccoli caos che si sommano.


