Il dado lo compriamo, ma il brodo migliore è gratis e sta nel sacchetto degli scarti che teniamo nel freezer. Bastano gli avanzi di una settimana di verdure.
Il sacchetto del freezer
Ogni volta che pulisco le verdure, butto in un sacchetto nel freezer: bucce di carota e cipolla, gambi di prezzemolo, parte verde dei porri, torsoli di finocchio, bucce di zucchina. Quando arrivo a circa 500 g, faccio il brodo. Una volta a settimana svuoto il sacchetto e in mezz'ora ho il brodo per i giorni successivi.
Cosa entra e cosa no
Vanno benissimo carote, sedano, cipolla, porri, finocchi, funghi, pomodori. Evita le crucifere in grande quantità (cavolo, broccoli) perché amareggiano, e le patate che intorbidiscono. Niente di marcio: scarti sì, avariato no. Anche i baccelli dei piselli e i gambi degli asparagi, di solito buttati, danno un brodo dolcissimo.
La cottura
Copro gli scarti con 2 litri d'acqua fredda, aggiungo qualche grano di pepe, una foglia di alloro e un pizzico di sale. Porto a bollore dolce e lascio sobbollire 45 minuti senza coperchio. Poi filtro e ho 1,5 litri di brodo. Un bicchiere di vino bianco a inizio cottura lo rende piu' rotondo, se lo userai per un risotto.
Conservarlo
Lo divido in vasetti o nelle vaschette del ghiaccio: i cubetti di brodo congelato sono comodissimi per insaporire un risotto o una vellutata al volo, senza tirare fuori il dado. Cosi' ho sempre brodo pronto e non compro piu' i dadi confezionati da mesi.
Quanto dura e come usarlo
Il brodo filtrato dura quattro giorni in frigo e mesi nel freezer in vaschette. Lo uso al posto dell'acqua per cuocere il riso, lessare i legumi, allungare un sugo o bagnare un risotto. Un brodo casalingo ha un sapore tondo che nessun dado riesce davvero a imitare, e ti e' costato solo gli scarti di una settimana.
- Bucce di cipolla dorata: danno al brodo un bel colore ambrato.
- Croste di parmigiano: aggiungile per un brodo più rotondo e saporito.
- Niente sale all'inizio se lo userai per ridurre o per cuocere risotti.
Un brodo fatto con quello che avresti buttato sa di buono il doppio, perché dentro c'è anche la soddisfazione di non aver sprecato niente.


