Le bucce di mela sono profumate, dolci e piene di sapore. Buttarle quando faccio una crostata mi sembra un peccato, così ho imparato tre modi per usarle.
Tisana alla mela e cannella
Metto le bucce di due mele in un pentolino con acqua, una stecca di cannella e qualche chiodo di garofano. Lascio sobbollire dieci minuti e ottengo una tisana calda e profumata, zero zuccheri aggiunti, gusto di autunno. Calda d'inverno, fredda d'estate con qualche fettina di limone: zero zuccheri, solo profumo.
Chips di buccia
Le bucce, spolverate di zucchero e cannella, le stendo su una teglia e inforno a 150°C per quindici minuti finché non sono croccanti. Una merenda dolce fatta con quello che avrei buttato. Spolverate di zucchero e cannella, spariscono prima ancora che la torta esca dal forno.
Aceto di mele casalingo
Le bucce e i torsoli, coperti d'acqua con due cucchiai di zucchero in un barattolo, fermentano in tre o quattro settimane in aceto di mele. Lo filtro e lo uso per le insalate: è il riciclo più soddisfacente che conosca. Filtrato dopo un mese, e' un aceto delicato perfetto sulle insalate piu' dolci.
Profumare lo zucchero
Faccio essiccare le bucce e le metto in un barattolo con dello zucchero: dopo qualche giorno lo zucchero profuma di mela e lo uso per i dolci. Solo bucce di mele non trattate, mi raccomando. Lo zucchero alla mela profuma poi qualsiasi dolce, dal pan di Spagna ai biscotti.
Solo da mele giuste
Tutti questi recuperi valgono a una condizione: usare mele non trattate o lavate molto bene, perche' nella buccia si concentrano eventuali residui. Quando faccio una crostata, le bucce e i torsoli li metto subito da parte in una ciotola, cosi' non finiscono per riflesso nel bidone prima che decida cosa farne.
- Solo mele non trattate o ben lavate, le bucce assorbono i pesticidi.
- Torsoli inclusi: nell'aceto e nella tisana vanno benissimo.
- Essicca le bucce in eccesso: durano mesi e profumano la dispensa.
Una buccia di mela ha ancora dentro tutto il profumo del frutto. Buttarla è come buttare la parte aromatica e tenere solo la polpa.


