La pausa pranzo consumata davanti allo schermo, tra una mail e l'altra, con la mano sinistra che mangia e la destra sul mouse, non è una pausa: è un pasto rubato al lavoro. E non riposa né te né la tua digestione.
Perché alzarsi cambia tutto
Mangiare nello stesso identico posto in cui lavori tutto il giorno tiene la mente incollata al lavoro. Non stacchi mai davvero, non c'è soluzione di continuità, e ti rimetti a lavorare già stanca come se non ti fossi fermata. Cambiare stanza, anche solo per venti minuti, manda al cervello un segnale netto: adesso è il momento della tregua, il lavoro può aspettare.
La digestione ringrazia
Mangiare di fretta, sotto stress, con la testa ancora sul problema di prima, non aiuta affatto lo stomaco. Una pausa vera, magari seguita da due passi, ti fa arrivare al pomeriggio più leggera e più lucida, invece che in quel torpore appannato da pranzo ingoiato al volo che ti spegne fino alle quattro.
- Mangia in un'altra stanza, in mensa, o all'aperto se c'è il sole e la stagione lo permette.
- Se proprio devi restare in ufficio, almeno gira la sedia o spostati a un altro tavolo.
- Niente schermo di lavoro davanti mentre mangi: chiudi il portatile, abbassa lo schermo.
- Dopo il pranzo, dieci minuti di camminata invece del caffè preso seduta alla scrivania.
Anche venti minuti bastano
Non serve un'ora intera, non è realistico per la maggior parte di noi. Bastano venti minuti in cui non sei sul pezzo, in cui mangi e respiri e basta. Il pomeriggio che segue una pausa vera è di tutta un'altra qualità: più presente, più lucido, meno robotico e trascinato.
Difenderla è la parte difficile
La pausa va protetta come un appuntamento, perché qualcuno cercherà sempre di rubartela con una richiesta dell'ultimo minuto, una riunione che sfora, una cosa urgente. Trattarla come un impegno fisso e non negoziabile è l'unico modo per riuscire davvero a tenerla.
La pausa pranzo non è tempo perso al lavoro. È esattamente quello che ti permette di lavorare bene nel pomeriggio, invece di trascinarti spenta fino a sera.


